Vai al contenuto
Autonomia
Napolitana

Chi siamo

Un soggetto politico nato a Napoli, per Napoli

Autonomia Napolitana vuole che la città torni a decidere del proprio destino, con contenuti chiari e radici nei quartieri, al di là delle scadenze elettorali.

Il gruppo di Autonomia Napolitana
Il gruppo del movimento

La nostra storia

Dal centro storico alla città intera

Il movimento si è presentato per la prima volta il 15 gennaio 2026 alla Chiesa della Stella Maris, nel cuore del centro storico. A febbraio 2026 è stato firmato l'atto costitutivo davanti al notaio: da quel giorno Autonomia Napolitana è un'associazione politica riconosciuta ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione, con sede in Piazzetta del Grande Archivio a Napoli.

A guidarlo è il presidente Luigi Lista, attivista da anni impegnato nel mondo meridionalista e identitario. Il 15 marzo 2026, al Teatro Nuovo esaurito, i soci fondatori hanno presentato il progetto alla città insieme a Luigi de Magistris, con la moderazione di Carlo Alvino.

L'obiettivo è costruire una forza stabile e radicata sul territorio, capace di presentarsi alle prossime elezioni amministrative di Napoli e di restare nei quartieri anche dopo.

Autonomia, Responsabilità, Comunità.

Viviamo un tempo di frattura. L’ordine unipolare che ha governato gli ultimi decenni mostra le sue crepe.

Nuovi equilibri globali si contendono il mondo. Ma il vero spazio storico che si apre non è quello degli OLIGOPOLI: è quello dei popoli.

Non un mondo unipolare. Non un MULTIPOLARISMO fatto da oligarchi, quindi fatto di nuovi blocchi.

Ma un mondo multipopolare, dove le comunità storiche tornano soggetto e non oggetto delle strategie altrui.

Dentro questo tempo si colloca Autonomia Napolitana.

I

Autonomia come necessità storica

Autonomia napolitana non è uno slogan amministrativo. È una scelta di civiltà. Significa che le comunità devono essere libere – nel rispetto di principi etici universali – di governare sé stesse, utilizzare le proprie risorse, decidere la propria traiettoria storica in funzione del proprio ruolo.

Essere autonomi significa perseguire il bene della propria comunità in base alla visione del mondo radicata nella storia, nella tradizione, nella lingua, nelle proprie vocazioni produttive. Ciò consentirà di determinare la propria posizione geopolitica, tenendo conto anche dei legittimi interessi degli altri popoli. La lingua e la letteratura non sono folklore, sono forma mentis. La spiritualità è fondamento etico contro una modernità ridotta a consumo e controllo che avversa le comunità perché portatrici di valori che danno la forza di resistere alle imposizioni delle oligarchie nichilistiche e usuraie.

II

Economia sociale e reale contro economia speculatoria e finanziaria

L’economia non è un fine, è uno strumento al servizio dell’uomo.

Autonomia significa ripensare l’economia in funzione del bene comune. Significa restituire centralità all’etica rispetto al profitto.

Significa considerare il territorio come risorsa collettiva, non come merce da sacrificare alla speculazione. Il suolo non è un asset finanziario, ma comunità, memoria, futuro. La ricchezza deve restare dove viene prodotta. Il lavoro non è una variabile statistica: è dignità.

Lo squilibrio tra Nord e Sud non è casuale, è il risultato di un modello concepito come strutturalmente asimmetrico, una “questione meridionale” mai risolta perché funzionale a un sistema che ha bisogno di periferie interne.

Dopo l’unificazione politica è arrivato il saccheggio economico, e quel processo non si è concluso: ha solo cambiato forma. Oggi il Sud è colonia interna e l’autonomia è lo strumento per ridare giustizia, libertà e dignità ai nostri popoli.

III

Colonialismo interno e dominio narrativo

La conquista moderna non è militare. È culturale. Prima ti convincono che sei arretrato, poi che devi imitare, infine che devi adeguarti, così ti amministrano.

Il dominio passa attraverso la narrazione. Per questo il nostro compito è tracciare un solco culturale: guardare il mondo a partire dalla nostra identità, non attraverso lenti imposte. Non basta cambiare padrone globale: passare da un monopolio a un oligopolio non è libertà. La libertà nasce solo dall’autonomia dei popoli.

IV

Democrazia partecipata contro centralismo

Autonomia significa capacità delle comunità di esprimere, attraverso i vari organismi nei quali si articolano, decisioni idonee a realizzare il bene comune. Autonomia significa responsabilità. Significa comunità che tornano protagoniste. Significa rifiuto di un centralismo dirigista che riduce la politica a gestione tecnocratica.

La politica non è esecuzione di ordini esterni, è consapevolezza di ciò che ci circonda. È decisione comunitaria. Il potere oggi tende a concentrarsi in strutture sempre più lontane dai territori per modificare la struttura sociale senza opposizione: istituzioni non elette che governano, burocrazie sovranazionali che impongono, emergenze permanenti che giustificano restrizioni alle libertà ed ai diritti. La democrazia svuotata diventa una forma ibrida: mantiene le procedure ma perde la sostanza.

Una nuova quotidianità ha oramai preso forma, transumana e neofeudale. Il patto sociale è vicino alla rottura e le conseguenze sono imprevedibili.

Agiamo ora!

V

Napoli Responsabile

Non chiediamo paternalismo. Non chiediamo protezione in cambio di obbedienza. Vogliamo responsabilità.

Un patto sociale autentico si regge su cittadini consapevoli, non su sudditi monitorati. Non è accettabile uno Stato che controlla ogni gesto, reale o virtuale, in nome della sicurezza. Non è accettabile una società in cui ogni diritto diventa concessione.

Lo zoon politikon che incontra l’homo faber è tutto ciò che il potere vuole che noi non siamo: perché ci vuole isolati, demoralizzati, rassegnati. Il potere preferisce individui isolati, demoralizzati, rassegnati. Cittadini trasformati in spettatori.

L’autonomia vive solo se le persone partecipano, se il cittadino torna adulto. Se il popolo smette di delegare tutto. Pensare globale, agire locale: questa è la bussola.

VI

Meridionalismo multipopolare

La nostra battaglia non è chiusa nei confini. Le insurrezioni dei popoli contro l’omologazione globale non sono fenomeni isolati, sono segnali di una frattura storica. I popoli, oggi, seppure diversi, manifestano la stessa volontà di non essere cancellati.

Il nostro percorso dialoga con ogni realtà che rifiuta il mostruoso dominio delle oligarchie usuraie ed anti-umane, che appiattiscono le identità e usano il debito come strumento di dominio. Noi non coltiviamo illusioni: nessun oligopolio ci salverà. Solo la nostra maturità politica può farlo.

VII

La sfida

Questa è un’opportunità storica.

Il meridionalismo identitario e alternativo al sistema deve maturare una forza politica capace di dialogare, costruire alleanze, elaborare visioni, trasformare il pensiero in azione.

Napoli deve tornare padrona del proprio destino. Non contro qualcuno, ma contro ogni forma di dominio che la riduce a periferia. La politica deve tornare centrale contro la tirannia dell’economia. La comunità deve tornare a vivere pienamente contro ogni forma di isolamento.

La responsabilità deve sostituire la rassegnazione. La lotta è iniziata prima di noi e continuerà dopo di noi, nel mezzo dobbiamo agire ed unire l’energia dei corpi e delle menti. Trasformiamo l’umiliazione in dignità e la storica subordinazione in cui ci hanno posizionati in una autentica autonomia.

Questa è la sfida.
Questo il nostro cammino
Questa la nostra visione
Questo il nostro destino.

Dallo Statuto

Le nostre finalità

Il Movimento si ispira alla cultura classica e magno-greca, fondamento dell'idea di polis e di cittadinanza, al diritto romano come equilibrio tra autorità e giustizia e all'umanesimo, che mette al centro la persona e la responsabilità. Non si riconosce in steccati ideologici rigidi, ma nei valori e nell'interesse generale della comunità.

  1. I

    Democrazia

    Concorrere con metodo democratico alla determinazione della politica locale, nazionale ed europea.

  2. II

    Autogoverno metropolitano

    Promuovere l’autogoverno della Città Metropolitana di Napoli, con l’autonomia amministrativa, fiscale, territoriale e istituzionale propria delle grandi capitali metropolitane europee.

  3. III

    Identità napoletana

    Tutelare e valorizzare l’identità storica, culturale e linguistica napoletana, riconoscendone il valore storico, politico e comunitario.

  4. IV

    Alleanze

    Realizzare accordi con altre realtà che si ispirano ai medesimi principi fondativi e con i sindacati.

  5. V

    Partecipazione

    Favorire la partecipazione popolare e il protagonismo civico, con forme di democrazia partecipativa e coinvolgimento diretto della comunità.

  6. VI

    Contro il centralismo

    Contrastare i modelli centralistici, tecnocratici e sperequativi che limitano l’autodeterminazione democratica dei territori.

  7. VII

    Mediterraneo

    Promuovere una visione mediterranea fondata su cooperazione e pluralismo.

Dove vogliamo incidere

I temi su cui Napoli deve tornare a decidere

  • Autogoverno metropolitano
  • Sanità
  • Infrastrutture
  • Porti e aeroporti
  • Pianificazione economica
  • Acqua pubblica
  • Costo della vita
  • Centro storico
  • Lingua e cultura napoletana

Le proposte

Idee concrete per la città

Napoli, città dell'acqua

Il progetto Nuovo Sebeto riporta l'acqua al centro della vita urbana, partendo dalla conoscenza del sottosuolo.

  • Un tavolo scientifico con la Federico II per mappare falde, acquedotti, cavità e antichi percorsi del Sebeto
  • Un asse verde-blu dal Centro Direzionale alla Maddalena, con canali, fontane, raccolta delle piogge e verde
  • Meno isole di calore, migliore gestione delle acque piovane, rigenerazione dei quartieri
  • Un marchio pubblico "Acqua di Napoli" in vetro, legato alla cultura della pizza e del caffè

L'acqua resta pubblica

Diciamo no alla trasformazione di ABC in società per azioni: l'ingresso dei privati cambierebbe la natura dell'azienda e tradirebbe il referendum del 2011.

  • ABC come custode dell'acqua, insieme a università, ricerca e imprese
  • Ricavi reinvestiti in rete, ambiente, fasce fragili e rigenerazione urbana
  • Finanziamenti da fondi europei, programmi climatici e risorse per la ricerca

Un centro storico vivo

Il conflitto sulla movida non è tra residenti e artisti: il rischio vero è una città svuotata a vantaggio della speculazione e delle grandi catene.

  • Regole chiare sul modello di Barcellona, non divieti e repressione
  • Spazi dedicati agli artisti di strada in piazza Mercato, piazza Municipio e al Molo Beverello
  • Recupero di spazi inutilizzati come la Casina della musica
  • Flussi turistici distribuiti anche su strade alternative

Contro il caro vita

Non è solo una questione di gasolio: è dignità e sopravvivenza economica per famiglie, lavoratori e imprese del Sud.

  • Riduzione delle accise sui carburanti e misure sul costo dell'energia
  • Sostegno alle imprese produttive e tutela del potere d'acquisto
  • Una vertenza generale sulle condizioni economiche e sociali del Mezzogiorno

Verso le amministrative

Napoli Autonoma, per l'autogoverno della città

Il movimento punta alle prossime elezioni amministrative di Napoli e dell'area metropolitana con liste civiche indipendenti, a partire dalla lista "Napoli Autonoma – per l'autogoverno della città". Chi si iscrive oggi contribuisce a costruirla.

Documenti

Statuto, Manifesto e modulo

StatutoDisponibile su richiesta a info@autonomianapolitana.it
Manifesto politicoDisponibile su richiesta a info@autonomianapolitana.it
Modulo di iscrizioneVersione cartacea da firmare